Mangiamo Trapanese!Una sezione dedicata alla cucina trapanese.

Con ricette trapanesi, immagini dei cibi, dei frutti, dei dolci che fanno della nostra terra un luogo speciale dove si torna con voglia... e specialmente con tanta voglia di mangiare!

Visualizzazione post con etichetta politica trapanese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica trapanese. Mostra tutti i post

venerdì 6 ottobre 2017

Eurowings chiama Trapani, Trapanesi pregasi rispondere!

http://www.vote-and-fly.com/
http://www.vote-and-fly.com/


Eurowings, compagnia low cost tedesca controllata da Lufthansa, ha lanciato da qualche giorno un contest per scegliere una nuova rotta da inserire nel piano voli.


E così tra le 10 città europee in lizza, spunta la nostra amata Trapani. O meglio il suo aeroporto, di recente abbandonato dai britannici di Ryanair. Possa Dio averli in Gloria...


"You vote, we fly" è un concorso totalmente libero e gratuito e consiste nell'esprimere una preferenza sul sito predisposto http://www.vote-and-fly.com/.


Prevede una prima fase "eliminatoria" per determinare 3 "finaliste" che nel mese di Ottobre subiranno una nuova "tornata di consultazioni". Sempre on line.


Al momento la nostra città è "al comando" della miniclassifica provvisoria (vedi foto). 

Le 10 città in concorso. Al momento Trapani è in testa con il 31,1% dei voti.

Quindi, cari amici Trapanesi - e non - affrettavi a votare e far votare sul sito http://www.vote-and-fly.com/ e non perdete di vista la situazione. 

E soprattutto CONDIVIDETE! Su ogni Social di cui disponete. Parlatene al bar, a scuola con gli altri genitori, con gli amici, con i parenti, chiamate tutti: l'importante è VOTARE TRAPANI!


Non sarà certo l'occasione di rinascita della città, ma almeno una piccola rivincita nei confronti di chi a parte i soldi vede soltanto... i soldi.


Qualcuno obietterà che anche i tedeschi lo fanno per quello. E' certo, ma ci sono almeno 2 motivi per cui votare: il primo per portare altra salutare pubblicità sull'aeroporto e sulla città; il secondo.... vuoi mettere la soddisfazione di vincere!


Votare per Trapani è obbligatorio per tutti i Trapanesi. Solo quelli con la T maiuscola.

#votapertrapani #salutatelacapolista #avolteunagioia #daichecelafacciamo




giovedì 31 agosto 2017

Tra mare, sole e rifiuti: chiacchiere trapanesi di fine estate. Trapani, da dove ripartirà?

Dopo aver trascorso un periodo agostano a Trapani, anche quest'anno prendo spunto per alcune riflessioni. 


Riflessioni che, per la verità, sono di dominio pubblico.

Il degrado offerto dall'intempestiva raccolta dei rifiuti, specialmente nelle frazioni del litorale trapanese, e una certa dose di maleducazione civica - che ha il suo apice per le vie cittadine in una viabilità urbana "pazzoide" e senza controllo - sono solo la punta dell'iceberg dei problemi trapanesi.

Edilizia bloccata, lavoro giovanile pari a zero, opportunità imprenditoriali o commerciali ridotte all'osso, limitate nel tempo e quasi sempre isolate (e perciò destinate al fallimento)....

Attività culturale evanescente, spesso fine a se stessa o peggio volta a incrementare il consenso dei "soliti noti". A tratti "oscura", per la volontà, quasi piacere, di rimanere nell'ombra. Un vezzo tipicamente siciliano...

Sembrerò scontato ma ricordo sempre che Trapani è, malgrado il mare incantevole e il sole raggiante, al 106° posto della classifica delle città più vivibili d'Italiaal 91° posto della classifica delle province più vivibili d'Italia. Con altre variabili osservate e non sono soltanto il mare e il sole di cui sopra



Certo, amici trapanesi, è sicuramente colpa del Commissario e dei poteri forti, o peggio "occulti"...

Lo Gatto? O Maltese?

Io credo che la città soffra dei mali italici, almeno quanto il resto del Paese.

Io credo che Trapani sia tra le 10 città più belle in Italia. Ed è innegabile che molto di tutto ciò lo si debba al fortunato periodo della Vuitton Cup che ha portato investimenti e notorietà. Al netto dell'inserpentarsi della criminalità, che in un contesto come Trapani e la Sicilia è un fatto tanto ovvio quanto condannabile.

Credo ancora più fortemente che abbia bisogno di maggiore rispetto. In primo luogo dai trapanesi stessi. Quelli che ci vivono tutto l'anno e quelli che - per motivazioni varie - non possono farlo.

E io credo che, oltre il mare, debba imparare a offrire nuove chances, a meno che non ci si voglia accontentare di vivere qualche altro anno sull'onda della "curiosità turistica" e non ritornare - di qui a dieci anni - alla situazione dalla svolta velica (leggasi Vuitton Cup).

Spero in una classe politica cittadina che incarni il desiderio di molti trapanesi di vivere in una città "normale". 

Dove non bisogna "abusare di aspirine" per usare l'auto, dove il desiderio di un giro in bici sia realizzabile senza la paura di venire "asfaltati" anche nell'unica pista ciclabile esistente. Dove le fogne reggano per più di una settimana dopo una riparazione. Dove si possa studiare e provare a realizzare le proprie aspirazioni - anche quelle "meno consuete" del medico o dell'avvocato (e non me ne vogliano i miei amici che esercitano con passione il loro mestiere). Dove si parli di Grande Città perché l'unione fa la forza e il campanilismo logora. Dove fare i rappresentanti comunali significhi spendersi per il bene di tutti e non per quello di un paio di numeri civici adiacenti al proprio! Dove dire che la mafia è una merda non sia un problema! Dove si parli di mafia a scuola ai bambini! Dove oltre a fare le vacanze si possa scegliere di vivere! Bene! Tutti! Quanti più possibile!!!

Amministrare non è facile al giorno d'oggi. Ma serve più coraggio. Servono nuove idee. Abbandonando i "tiatrini" inutili... 

Ecco, così vi saluto...

Terminato lo sfogo, torno a scrivere di calcio, ricordi e "malancunia" varia!

Con il cuore pieno di Trapani. 

Delle sue bellezze e anche delle sue nefandezze.

Ma i sentimenti - come spesso ripeto - non hanno categoria e per me Trapani sarà sempre di serie A.










giovedì 6 luglio 2017

L'importanza di non dimenticare

Tanto per non perdere l'abitudine e visto che ho qualche ritaglio di tempo in più, torno a scrivere sul mioBlog.

Sia chiaro: non ho certo tagliato i ponti con Trapani...

Mesi fa per esempio, avrei voluto - ma per fortuna ho un lavoro! - chiedervi in tempo reale il perché di tanto clamore per una serie TV.

Per me è stata un'emozione vedere in TV i luoghi in cui siamo cresciuti. 

Ancora di più quando pensavo che ad ammirarli c'erano tanti altri milioni di italiani. 

Molto meglio della deprimente Piovra degli anni '80, ma tagliente almeno tanto quanto, il Commissario Maltese è stato un successo di visibilità sia per la location sia per i temi affrontati. 

Di mafia se ne deve parlare! E parlare e non smettere mai di parlarne... anzi torniamo - o continuiamo a farlo dove si fa - a parlare di mafia nelle scuole!

Serve a non dimenticare.


Tanti invece - a mio parere - si sono fermati a ragionare sulla superficie, criticando per il dialetto poco curato o le "scopiazzature" dall'altro commissario, quello di Camilleri. 

Tanti hanno puntato il dito sugli sceneggiatori - peraltro uno di loro è trapanese - accusandoli di aver dipinto il ritratto di una città bloccata dalla mafia, dai compromessi e dalla corruzione e molti sostenevano che questo metteva in cattiva luce la città.

Poi arrivò la realtà...

Tre candidati riciclati (o bolliti) e la novità che ancora si deve capire chi era! 

Programmi elettorali dove le parole lavoro e cultura erano davvero lontane dall'avere il senso che meritano.

Solito "amazzamareddu"...

Il livello "politico" della nostra città non è quello dimostrato nell'ultima tornata elettorale, che prescindendo dal finale anche all'inizio non aveva fatto ben sperare. 

Comunque, adesso, voglio parlare e dare risalto (nel mio piccolissimo) a manifestazioni positive che riguardano Trapani e i Trapanesi. 

Come per esempio lo speciale televisivo sulla strage di Pizzolungo in onda su Rai 3 nel format della trasmissione di Pif Caro Marziano.


Ve lo consiglio. Da far vedere a piccoli e anziani... senza paura!

E ora, basta così con la patriarcale. Almeno per il momento. Anche perché il 90% di chi aveva cominciato a leggere non è arrivato fin qui! 

Per esempio Stragusto, quest'anno alla nona edizione. Una manifestazione gastronomica che non è solo cibo, ma anche una sagra di valori Trapanesi e del Mediterraneo in generale!

Stare insieme e mangiare sono alla base della cultura mediterranea, specie in Sicilia, specie a Trapani. 
Un festival che riaccende l'atmosfera degli antichi mercati, un concentrato di sapori, odori, colori, voci che, ogni anno, travolge il centro storico di Trapani.
Per di più in uno dei luoghi simbolo della città, ovvero a' Chiazza

E poi lo Street Food fa parte di me in quanto Trapanese, e Sampitraro doc cresciuto a Pane e panelle da za' Paolina.

St'anno però, già prenotato! 

Stragusto voglio andarci perché ci sarà da pillicchiarisi l'ugna... troppo trapanese!?!? Ci sarà da leccarsi i baffi!!!

E tra un morso e un altro si parlerà di... mafia!  ;-) 


mercoledì 5 febbraio 2014

Salviamo la Fardelliana!

Io c'andavo a "stampare"!!! Chi non è trapanese o dei dintorni penserà che ero un dipendente di una delle più grandi biblioteche siciliane, ovvero la Biblioteca Fardelliana di Trapani.

No, non ero affatto un dipendente e nemmeno un assiduo frequentatore. Stampare per i trentenni trapanesi che leggono è un'espressione divertente che vuol dire "marinare la scuola"!

Devo dire che l'anno della mia "prima liceo" è stato un anno "pieno" da questo punto di vista!!! E capitò qualche volta che c'andassi a leggere qualche libro su Trapani e a vedere i giornali degli anni prima.

Con gli anni imparai che "stampare" non era né redditizio né promettente e quindi cominciai a lavorare prima e ricominciai a studiare dopo... lontano da Trapani, purtroppo, senza mai perdere il legame che mi tiene unito alla mia città e a tutto quello che gli gira intorno.

Ora leggo con sgomento che sta per chiudere la Biblioteca Fardelliana. Effetto della legge regionale che cancella le Provincie e con esse tutte le loro partecipazioni. Quindi dopo l'aeroporto - vicenda che pare rientrata ma che stava avendo lo stesso andamento - anche la Fardelliana rischia di sparire. Dando un altro inesorabile colpo d'ascia alla Cultura a Trapani e nel nostro Paese tutto.

I complottisti richiameranno le trame di un disegno - guidato dalle élite "occulte" - che a partire dal secondo dopoguerra mirava a sostituire alla società agricola italiana la società del benessere e poi il superconsumismo, per il quale la Cultura è solo d'impaccio. Sinistra e destra non c'entrano. Sarà anche filosofico o addirittura metafisico, ma alla base dell'indignazione italiana c'è questo: paura per un futuro che non offre futuro! Non scomodiamo Galileo o Leonardo, pensiamo alla visione del mondo fino alla generazione dei nostri nonni e quella che hanno i nostri figli: la mia Giorgia a 3 anni accende e spegne il computer e la Tv e sa benissimo seguire il senso di un film che impegna me. Non è un genio è una bimba della generazione dei "nati in digitale" e ha un approccio alla conoscenza assolutamente diverso dal mio. 

Piccolo "sillogismo da bar": se il progresso che oggi viviamo è frutto della storia e delle conoscenze che abbiamo, non curare la crescita culturale vuol dire non garantire il progresso in futuro.

Ho già scritto in altri post che io non mi arrendo e nemmeno in  questo caso lo farò. La Fardelliana va salvata e va salvata da noi trapanesi. Da tutti noi ovunque siamo. Le vicende sportive, e più specificatamente del Trapani Calcio in Serie B, hanno dato visibilità, ma soprattutto una coscienza di gruppo cittadino più marcata. 

Chi non vive più a Trapani da tempo ne sente la mancanza e soffre a vedere i tanti problemi e l'immobilismo che peraltro l'ha allontanato dalla città.

Ora tocca a noi! Facciamo rumore sul web o negli uffici. Organizziamo una raccolta di fondi di liberi cittadini, muoviamoci in ogni modo libero e democratico per salvare un patrimonio di noi Trapanesi che non possiamo farci rubare dall'indifferenza o dalle scuse balorde delle crisi economiche, politiche o istituzionali.

Non scherziamo col futuro!

mercoledì 22 febbraio 2012

La Grande Trapani. Trapani mia.

A Trapanilandia, sezione staccata di Italialand di crozziana visione, si ritorna a parlare di Grande città. Sarranno le incombenti elezioni, sarà che si vocifera della candidatura - almeno a Erice - dell'editore e promotore dell'unico comitato pro Grande Città Grimaldi, sarà la voglia di qualche gruppo pseudo politico di sviare l'attenzione dalle necessità dei cittadini, ma sembra certo che il punto sia quanto grande il contenitore debba essere.


Autocitarsi è segno forse di megalomania, ma lo faccio "umilmente e col capo chino" per riprendere un ragionamento iniziato qualche anno fa in questo blog:
bisogna sperare che finalmente a Trapani, Paceco, Erice e Valderice possa prendere il via un processo di trasformazione, che non interessi soltanto le carte catastali o gli uffici comunali, ma, molto più profondamente, coinvolga un intero sistema di pensiero.
Io non ho capito una cosa: un paio di scarpe di mia figlia entrano in una scatola di mie scarpe ma non viceversa, quindi perchè non mettere le scarpe piccole nella scatola grande e cominciare a parlare di come è fatta la suola e se davvero quella scarpa è comoda?

Mi spiego meglio. 

A leggere le cronache trapanesi sembra che il punto si riduca a "fondere" Trapani con Erice. La fusione dei due Comuni è vista come la panacea di tutti i mali della zona. Il fatto è che nessuno - dai comitati alle associazioni futuistiche, men che mai politici o "intellettuali" - si sbilancia nel dire a cosa dovrebbe portare questa fusione. Grande pennello o pennello grande?

A Trapani anni di politica del malaffare hanno creato una città-mostro che solo negli ultimi anni ha tolto la maschera che gli hanno voluto far indossare e rimesso i panni che gli competono: ridente cittadina di mare bagnata da due mari e accarezzata costantemente da qualsivoglia vento di qualsivoglia direzione.

Tolta la maschera, restano gli acciacchi perchè di cose a Trapani ne mancano, eccome. Lo affermo perchè nell'ultimo decennio, per lavoro, ho avuto la fortuna di vedere e, in alcuni casi, vivere un po' di città italiane da nord a sud e anche qualcuna europea e mediterraneea
Paragonando la nostra città alle altre citate, non sfiguriamo - lo sappiamo - quanto a bellezze paesaggistiche, cibo, clima e a tutti i doni che la natura ci offre e abbiamo la fortuna di definire "nostri".

Quando parliamo di ingegno, invece, dobbiamo cominciare a fermarci un attimo e ragionare. E magari a riferirci a opere realizzate da generazioni di trapanesi di qualche decennio fa, e ancora di più di secoli fa, per non correre il rischio di non poter dir nulla. Chiediamoci, per esempio, quale infrastruttura/costruzione di rilievo è stata costruita a Trapani negli ultimi trent'anni. 

Una risposta potrebbe essere il Tribunale, un palazzo che taglia quella che sarebbe stata la più importante via di deflusso del traffico dal centro: corso Italia (che si sarebbe congiunto con via Virgilio e - genialata delle genialate - con via Marsala attraverso un passaggio a livello/sottopasso dove oggi invece c'è un supermarket alla fine di via VIrgilio). E non vorrei aggiungere l'Ospedale.

Insomma a Trapani, per decenni e decenni, è mancata la progettualità ovvero la capacità di immaginare quale impatto avrebbe prodotto la decisione che in quel momento era la migliore per risolvere le proteste o calmare gli animi o accontentare qualche gruppo piuttosto che la maggior parte dei cittadini. E forse anche un pizzico di coraggio. O forse ancora la capacità di svincolarsi dagli interessi di parte.

E così ci ritroviamo con un Ospedale storico ormai semidistrutto e un Ospedale "nuovo" vecchio di trent'anni che continua a veder nascere "ericini" che non sanno nemmeno cosa sia Erice (sul tema, se si vuole, si legga Nel 2150). E così ci ritroviamo un porto monco, con banchine in costruzione e probabilmete ancora piene di quegli scarti che hanno provocato il blocco dei lavori. E così ci ritroviamo una città senza un parco degno di questo nome dove l'unico modo per fare una corsa è andare a respirare lo smog allo iodio della litoranea. 

E così ci ritroviamo un centro storico rimesso a lucido con tanti bei palazzoni d'epoca disabitati. E così ci ritroviamo un quartiere abusivo diventato ormai una delle più ambite zone da vivere. E così ci ritroviamo senza un parcheggio multipiani nella zona del porto e/o della litoranea che unitamente a un servizio di bus urbani di buon livello avrebbero evitato di creare i "tappi" di auto a Piazza Vittorio o alla "Marina". 

E così ci ritroviamo con una stazione praticamente senza treni e senza passeggeri, bella ma vuota. E così ci ritroviamo senza una strada veloce che collega il porto o comunque la città con l'aeroporto.

E così ci ritroviamo gruppi di Trapanesi emigrati ed emigranti ancora perchè, come trent'anni fa, il lavoro a Trapani non è un diritto, ma una concessione. E così ci ritroviamo ad avere un normalissimo ipermercato elevato al rango di centro commerciale scondardoci che per i Trapanesi il piacere di 'na passiata a' Loggia è imparagonabile a qualsiasi centro commerciale di cemento e consumismo. E così ci ritroviamo a non avere da cinquant'anni un teatro, le cui colonne sono da altrettanti anni accatastate davanti all'ingresso della "chiesa della Madonna". E così ci ritroviamo al avere una delle più fornite e ricche biblioteche della Sicilia, la cui fruibilità è pari a quella dell'ufficio postale di Rilievo: ci vai per pagare le bollete. 

E così ci ritroviamo ad essere come un grande, grosso leone invecchiato che si lecca le ferite e osserva impassibile la sua prole crescere e sparire nella giungla, rimanendo sempre più solo e con sempre gli stessi fastidi, che diventano sempre più gravi.
Insomma, cari amici miei, si parla tanto di Grande Città come opportunità per il territorio, ma si dimentica di specificare quali sono queste opportunità e, soprattuto, che esse sono a favore dei cittadini, dei Trapanesi, non del territorio. Il territorio non paga l'IMU e non porta i bimbi all'asilo, non legge, non scrive, non respira!

Ci vorrebbe un grande sforzo collettivo di una città intera, che portasse al centro dell'attenzione il fatto che Trapani ha bisogno di capire come vuole essere, piuttosto che pensare a com'è fatta.

Vogliamo essere una città grande che mette insieme solo amministrativamente i problemi di Trapani e quelli di Erice o piuttosto dobbiamo essere una Grande città che propone ai propi figli Grandi Progetti per il loro futuro?


Ricominciamo allora dalla cultura e dalla scuola. Anzi dalle scuole, che cadono a pezzi (vedasi il Liceo Classico) e offrono sempre meno gli strumenti ai ragazzi di sfuggire alla delinquenza. Non certamente per demerito di chi lavora e ci mette l'anima, ma per l'incapacità di realizzare le proprie idee dinanzi alla piccolezza del dio denaro. Se proprio dobbiamo spendere soldi, spendiamoli per fare studiare i Trapanesi (includendo anche tutti i piccoli Trapanesi perchè nati a Trapani figli dell'immigrazione sregolata).

Ricominciamo allora dal verde. Creiamo a Trapani un vero grande parco, non Central Park, ma semplicemente una zona di ritrovo, di aggregazione e di sfogo dallo stress quotidiano, dove magari si possa dare mano libera alla propria creatività. Piuttosto che cemento facciamo aree verdi.

Ricominciamo allora dalla vita quotidiana. Sostituiamo la sedentarietà (parcheggiare la macchina davanti al negozio magari in terza fila mandando a quel paese il vigile che gentilmente ci dice di non farlo) con l'attività fisica. Diamo la possibilità ai Trapanesi di muoversi agevolmente in città con l'auto come con la bici: creiamo corsie preferenziali per i bus (magari in via Fardella, riadattando il parcheggio selvaggio a spina di pesce a un più ordinato, civile ed equilibrato parcheggio parallelo al marcipiede); creiamo dei parcheggi bikesharing che sostituiscano l'uso dell'auto con quello della bici.

E sognando sognando: spostiamo fuori dal centro città (a Xitta per esempio) la rete ferroviaria, potenziandola (si potrebbe sfruttare il percorso dell'attuale linea ferrata fino a Xitta per creare una vera direttrica di uscita dalla città, ovvero potenziare via Marsala); ridiamo ai Trapanesi e a Trapani un Teatro degno di questo nome: rifacciamo seriamente il "Garibaldi", magari sfruttando proprio la Stazione.

Quanti sogni e quante parole. E intanto le elezioni incombono e di certo sentiremo ancora tanto parlare di contenitori e di forme e poco parlare di come siano fatte all'interno della scatola le scarpe di mia figlia.
Sogni che si mescolano a proposte. Idee che vorrebbero diventare politica.
In realtà, credo sia soltanto Amore per il posto dell'anima. Trapani mia.














giovedì 17 novembre 2011

Rivoglio il Classico a Trapani!


foto tratta da http://www.facebook.com/
Capire tu non puoi... tu chiamale se vuoi emozioni...
Tradurre in parole le emozioni non è facile, soprattutto se l'emozione che volete tradurre è la rabbia e se, quindi, da buone personcine educate, il vostro intento è quello di non scrivere una lista di imprecazioni anche molto colorite. In realtà, trattenersi non è facile, da buon siciliano e trapanese caldo e passionale come sono. Non ho mai imparato a ingessare le emozioni dentro gli schemi e le formalità.

Io, la mattina, per andare al Classico percorrevo tutto il Corso Italia e dopo aver preso quattro bei schiaffoni dal vento di Tramontana che arrivava da piazza Scarlatti (u' bar Colonna) imboccavo la viuzza che spuntava o' Coppo Loggia, passato sotto il quale arrivavo direttamente su Corso Vittorio Emanuele II ('a Loggia) e, quindi, al Classico. Per inciso, tutto ciò avveniva intorno alle otto e quarantacinque di ogni mattina. Sistematicamente in ritardo.
Appena arrivato davanti al portone, dovevo bussare e da dietro lo spioncino (chi non se lo ricorda!) cominciavo a sentire la voce stridula 'ra Signura Pina, a bidella. Quel faccione buono e rassicurante è stato l'icona della bidella per almeno 2 generazioni di trapanesi.


foto tratta da http://www.facebook.com/

Passato l'androne dell'ingresso principale, accedevo al chiostro e girando a sinistra (dalla parte del laboratorio di fisica della professoressa Amato) mi portavo verso la parte "nuova" del Calssico, il Tribunale "vecchio". Per arrivarci si passava per un corridoio le cui mura bianchissime sono un ricordo bellissimo. Sembrava quasi un labirinto di quei giochi in 3D: sali tre gradini, nell'androne gira a destra e imbocca la piccola porticina ricavata nel muro; apri la porta; richiudi; procedi avanti e sali le scale, ecc.

Insomma finalmente, si arrivava in classe. E lì iniziava il bello. Io sono un ex della sezione D. Nella mia memoria, cognomi come Paesano, De Filippi, Bruno, Linares fanno congelare per un attimo il sangue nelle vene nel ricordo delle vecchie paure per versioni, temi o interrogazioni. Ma ce ne sono altri come quello di Ingrassia o quello della buon anima di Sicomo che rappresentano la faccia dolce e insieme più dura (solo di facciata): la spina dorsale degli alunni del Classico a Trapani, lo "Ximenes".
Al suono della campanella per la ricreazione, fuori dalla classe, c'erano duemila luoghi dove andare. Dal Ballatoio al cortile, dal parcheggio dei motorini alle classi della sezione A o B, sopra l'Aula Magna.

foto tratta da http://www.facebook.com/

Ma ve la ricordate l'Aula Magna. Una volta abbiamo fatto una versione lì con la hitleriana professoressa Paesano, prof. di latino e greco del ginnasio. Per passarci la versione c'era bisogno dei fogli accartocciati che per l'umidità si rovinavano. A parte il freddo e i pinguini che ci facevano compagnia.

Dire lo "Ximenes", per quanto il nome dello studioso trapanese sia un simbolo maestoso di studio e intellettualità, vuol dire poco. Ma in ogni caso e in ogni modo lo si voglia chiamare, vedere oggi quei luoghi ridotti a degradanti orti naturali è uno strazio per l'anima.


A guardare le foto viene da piangere. Lo stato di degrado e di abbandono all'incuria è lo specchio di una città addormentata: Trapani. Disegna la mentalità di una città che guarda ai Grandi Eventi, gioisce dei gol di Barraco, delle schiacciate Svoboda e gira la faccia di fronte al futuro dei propri figli e al suo stesso, non curandosi di cultura.
Quando seppi della notizia tre anni fa scrissi un post diplomatico e alla fine dicevo:

Oggi, voglio scrivere di quanto è importante che nessuno dimentichi il “Classico”. Che nessuno dimentichi che la sua vera sede è quella di C.so Vittorio Emanuele II e che nessuno dimentichi di ricordarlo.
I lavori si concluderanno tra qualche anno (3 forse). Sono sicuro che tutto tornerà al suo posto. Ma se così non fosse, sono altrettanto sicuro che tanti si muoverebbero. Io di sicuro.

foto tratta da http://www.facebook.com/

Come al solito, non si è mosso nulla. E quelle parole, ancora una volta, non sono soltanto una speranza disillusa, ma rappresentano soprattutto la controprova di una mentalità cittadina immobile e immutabile. E la memoria mi riporta a quando nel 1987, appena a sette anni, scrissi una lettera al Sindaco di Trapani Augugliaro chiedendogli di risolvere un grave problema del mio Rione: c'era bisogno di un campetto per i ragazzi che giocavano per strada (leggi Il campetto dei sogni).


Di fatto, quel che posso fare è, in primis, firmare la petizione on line e in secondo luogo cercare di fare informazione e vi segnalo il gruppo Facebook Salviamo il Liceo Classico L.Ximenes a Trapani e un articolo su AltraTrapani: Erba di casa mia... effetto Ximenes.

Da quest'ultimo sito e articolo è importante segnalare:

Su Facebook, una decina di giorni fa compare questa email a firma della Sig.ra Fiorino Silvana (Istruttore direttivo U.R.P. : ”A seguito Sua e-mail del 21/10/2011 relativa all’ex collegio dei Gesuiti , si informa la S.V. che, il Dirigente del Settore “Lavori Pubblici,edilizia, viabilità e portualità” Ing. Candela Antonino, competente ad evadere le richieste in argomento, ha comunicato quanto segue : “l’immobile in oggetto risulta da tempo chiuso al pubblico utilizzo a causa della necessità di esperire specifiche verifiche ed accertamenti finalizzati alla redazione del progetto definitivo che si intesta proprio “Messa in sicurezza - 1° programma stralcio”. In relazione a quanto sopra evidenziato appare in atto inutile procedere alla manutenzione, pulizia e diserbo del chiostro. (http://www.altratrapani.it/)
Appare inutile?!?!? Sarà....

Comunque, nello stesso articolo si legge:
Via libera da parte della Amministrazione Provinciale ai lavori di MAX urgenza per la "messa in sicurezza" di alcuni locali dell'Ex Convento dei Gesuiti. Tali lavori comporteranno,per l'Amministrazione Provinciale,una spesa di 20.000 (ventimila )Euro. Incaricata la Megaservice.(http://www.altratrapani.it/)
Messa in sicurezza uguale tempi lunghi. Intanto, fatevi la bocca dolce, e poi si vede. Insomma, la strada per rivedere le aule del Classico di Trapani nuovamente abitate e "scaldate" dalla linfa degli studenti trapanesi è ancora molto lunga. La seguirò. E spero si concluda per il meglio.

"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti". Albert Einstein

domenica 23 novembre 2008

La Grande città di Trapani... Un grande pennello o un pennello grande?

Allo stato attuale, il dibattito è giunto alla convocazione di un tavolo tecnico per approfondire i temi della fusione e le opportunità di sviluppo del territorio.

Sono convinto che sarà inevitabile che i comuni di Trapani, Erice e Paceco (ed anche Valderice) in un domani più o meno lontano saranno un'unica realtà amministrativa. Come pure sono convinto che ciò rappresenta un obiettivo da raggiungere gradualmente e tenendo presente alcuni punit chiari.
1 La creazione della cosidetta "Grande città" è un bene per tutto il territorio e per tutti i cittadini dell'hinterland trapanese, da cui trarrebbero vantaggi economici e in termini di qualità della vita; è chiaro che tutto ciò resta mera propaganda politica - o se volete demagogia - se non è supportato da un dibattito serio, che abbia alla base la nascita di progetti di sviluppo, cioè la volontà politica di creare basi programmatiche, un'agenda di lavori condivisa, non soltanto proclami, che nascondono interessi di parte. Insomma, serve un Grande pennello, non un pennello grande!!!
2 L'abbandono di ogni campanilismo di sorta: la storia di Trapani, di Paceco, di Erice, di Valderice e, soprattutto, la storia di tutti i loro cittadini è intrecciata l'una all'altra e perciò unica e indivisibile. Sembrerebbe opportuno allora, proprio come punto di partenza, l'inizio di campagne pubblicitarie di questa nostra storia condivisa, di questa nostra identità in comune. Mettere fine al dubbio tra una città che è il prolungamento di Trapani o una città che è l'estensione di Erice
3 Favorire forme di partecipazione popolare con strumenti di democrazia diretta come i referendum; come peraltro molti esponenti politici e singoli cittadini sostengono, l'ultima parola deve essere data a noi cittadini. Ecco, l'importanza del dibattito e dell'informazione.
A chi serve la "Grande città"?
"La fusione rappresenta un efficace strumento di razionalizzazione del territorio, dei servizi e delle funzioni svolte dai Comuni, da cui discende un incremento dell'offerta sia qualitativa che quantitativa dei servizi di cui i cittadini possono beneficiare, a fronte di un risparmio dei costi burocratici legati al funzionamento degli enti" (vedi http://www.regione.piemonte.it/autonomie/fusione.htm).
Tradotto dal burocratese, serve agli utenti degli uffici pubblici, serve meno a chi gestisce le pubbliche amministrazioni locali che vedono troncate di netto le possibilità di una "seggiola" in Comune.
In conclusione, bisogna sperare che finalmente a Trapani, Paceco, Erice e Valderice possa prendere il via un processo di trasformazione, che non interessi soltanto le carte catastali o gli uffici comunali, ma, molto più profondamente, coinvolga un intero sistema di pensiero.
Sperando che tutti, ricordandoci di vivere nel 2008 nel villaggio globale, teniamo a mente un vecchio, ma sempre giusto detto "l'unione fa la forza"...