domenica 23 novembre 2008

La Grande città di Trapani... Un grande pennello o un pennello grande?

Allo stato attuale, il dibattito è giunto alla convocazione di un tavolo tecnico per approfondire i temi della fusione e le opportunità di sviluppo del territorio.

Sono convinto che sarà inevitabile che i comuni di Trapani, Erice e Paceco (ed anche Valderice) in un domani più o meno lontano saranno un'unica realtà amministrativa. Come pure sono convinto che ciò rappresenta un obiettivo da raggiungere gradualmente e tenendo presente alcuni punit chiari.
1 La creazione della cosidetta "Grande città" è un bene per tutto il territorio e per tutti i cittadini dell'hinterland trapanese, da cui trarrebbero vantaggi economici e in termini di qualità della vita; è chiaro che tutto ciò resta mera propaganda politica - o se volete demagogia - se non è supportato da un dibattito serio, che abbia alla base la nascita di progetti di sviluppo, cioè la volontà politica di creare basi programmatiche, un'agenda di lavori condivisa, non soltanto proclami, che nascondono interessi di parte. Insomma, serve un Grande pennello, non un pennello grande!!!
2 L'abbandono di ogni campanilismo di sorta: la storia di Trapani, di Paceco, di Erice, di Valderice e, soprattutto, la storia di tutti i loro cittadini è intrecciata l'una all'altra e perciò unica e indivisibile. Sembrerebbe opportuno allora, proprio come punto di partenza, l'inizio di campagne pubblicitarie di questa nostra storia condivisa, di questa nostra identità in comune. Mettere fine al dubbio tra una città che è il prolungamento di Trapani o una città che è l'estensione di Erice
3 Favorire forme di partecipazione popolare con strumenti di democrazia diretta come i referendum; come peraltro molti esponenti politici e singoli cittadini sostengono, l'ultima parola deve essere data a noi cittadini. Ecco, l'importanza del dibattito e dell'informazione.
A chi serve la "Grande città"?
"La fusione rappresenta un efficace strumento di razionalizzazione del territorio, dei servizi e delle funzioni svolte dai Comuni, da cui discende un incremento dell'offerta sia qualitativa che quantitativa dei servizi di cui i cittadini possono beneficiare, a fronte di un risparmio dei costi burocratici legati al funzionamento degli enti" (vedi http://www.regione.piemonte.it/autonomie/fusione.htm).
Tradotto dal burocratese, serve agli utenti degli uffici pubblici, serve meno a chi gestisce le pubbliche amministrazioni locali che vedono troncate di netto le possibilità di una "seggiola" in Comune.
In conclusione, bisogna sperare che finalmente a Trapani, Paceco, Erice e Valderice possa prendere il via un processo di trasformazione, che non interessi soltanto le carte catastali o gli uffici comunali, ma, molto più profondamente, coinvolga un intero sistema di pensiero.
Sperando che tutti, ricordandoci di vivere nel 2008 nel villaggio globale, teniamo a mente un vecchio, ma sempre giusto detto "l'unione fa la forza"...

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