Mangiamo Trapanese!Una sezione dedicata alla cucina trapanese.

Con ricette trapanesi, immagini dei cibi, dei frutti, dei dolci che fanno della nostra terra un luogo speciale dove si torna con voglia... e specialmente con tanta voglia di mangiare!

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sabato 15 ottobre 2016

Assabinirica Arciprete! Modi di vivere della vecchia Trapani del Rione San Pietro.

Questo post nasce anni fa...

Non saprei spiegare bene il motivo per cui non l'abbia fatto prima, ma oggi, mi sono deciso e so bene il perchè. 





La nostra è un'epoca stravagante. Dove convivono tendenze diametralmente opposte e tutte
legalmente difese, specie in Italia. La diceria e la riservatezza sono tratti di un'Italia dalle due facce che vuole sapere tutto di tutti tranne che di se stessa.

Tratti di un Paese che vuole soltanto apparire bello - riuscendoci - ma che spesso dimentica la sua parte più interna, viscerale e quindi più "nascosta".

Come anche a Trapani accade...

Mi raccontavano che, anticamente, dove oggi c'è quel piccolo parcheggio attiguo alla chiesa di San Pietro, a Trapani, di fronte al Palazzo di Giustizia, sorgeva un groviglio di palazzi e palazzetti che creavano un tipico cuttigghiu trapanese.

Tanto vicini erano le mura dei palazzi tra loro che ci si vedeva da casa a casa. Tanto vicina era la chiesa al palazzo dirimpetto che - mi raccontava l'Arciprete Giacalone ricordando dei suoi anni di fresca nomina - quando alla mattina apriva la finestra, gli rispondeva regolarmente la signora dal palazzo di fronte: "Assabinirica Arciprete!" e quasi potevano stringersi la mano.

Io ho abitato per 20 anni nel palazzo di fianco alla chiesa di San Pietro e ho sempre sentito parlare a casa di questo curtigghiu, al punto che nei documenti di vendita della casa (oggi di proprietà della parrocchia) c'era il richiamo a una via che oggi non esiste più. 

Un modo di vivere radicato nei modi di fare trapanesi da secoli, di cui io ho vissuto solo gli ultimi scampoli.  

Erano i "favolosi anni '90, l'avanguardia del mondo globalizzato, il fibrillante Bel Paese e la mia bella Trapani mi lasciavano giocare sui marciapiedi e tra le macchine... in un quartiere Sampetro già fortemente degradato e in pieno processo di "spopolamento".

In quegli anni per me e la mia combriccola di amici sampitrari era normale scorrazzare per le viuzze arabesche di quella parte di Trapani, sempre in sella alle nostre bici. Io avevo una Graziella rossa modificata, estorta  a mia madre e fatta diventare da "competizione", ovvero senza campanello, portapacchi vari e alleggerita per schizzare al mare di Turrignì o fino a Pizzolungo per fare i tuffi dal molo dell'Hotel Tirreno... trasenno d'ammare, chi tantu unni ponnu rire nenti!

Per questo bellissimo e dolce salto nei miei ricordi di ragazzino trapanese devo ringraziare il Signor Giacomo Caltagirone per uno dei suoi interessanti e toccanti video e che io ho linkato di seguito.

Per le strade di Trapani - Via Catito di Giacomo Caltagirone su Vimeo.com

Devo dire che ringraziare soltanto è limitativo...

Il video mi ha davvero rapito. In dieci minuti di visione - o poco più - non solo mi sono letteralmente immerso nella Trapani mia, il posto dell'anima, di cui tanto scrivo nel mioBlog, ma ho anche conosciuto nuova musica e nuovi luoghi trapanesi "virtuali". 

Ora vegno e mi spiego, per usare un'espressione tutta trapanese...

Del video in sè mi ha appassionato la parte in cui descrive gli stili abitativi del Catito, propri comunque di tutto il Rione. 

I richiami all'operosità dei trapanesi e le citazioni dei vecchi mestieri popolari tipici del Rione: "falegnami, canapai, fabbri ferrai e vecchi pescatori rammendavano le reti" e le putìe, niente a che vedere con i centri commerciali odierni! 

Io mi ricordo di Mastru Natale, falegname di via delle Api; di Mastro Alonzo, u firraro, ra' Signura Lucrezia che facìa i nasse... 

E poi le musiche del video... meravigliose. Più che etniche, viscerali! Mi hanno emozionato... e ho scoperto così peraltro un nuovo gruppo Facebook che riguarda Trapani, ovvero Trapani, città tra due mari
 e qualcosa in più di un gruppo musicale, ovvero i Milagro acustico. Da ascoltare!

Dell'autore, mi è piaciuto molto leggere come sua descrizione le parole "Siculità e trapanesità". Avrei usato le stesse, se vivessi a Trapani. Mi accontento della mia trapanesitudine.

Credo di avervi detto abbastanza. Credo di avervi spiegato abbondantemente perchè mi è piaciuto e perchè è poco ringraziare. 

Di sicuro gli spunti visti e ascoltati in parole e musica, mi sono serviti e mi serviranno per approfondire e scavare meglio fino alle mie radici, nella mia trapanesitudine... oltre che a pubblicare altri post.

Trapanesedentro



venerdì 13 dicembre 2013

A Santa Lucia si mancia la cuccia...

"Và susitivi ch'è tardu, v' addumativi a cuccia, e s' un minni rati a mia, a pignàta vi scattìa"

Certo, ai più può essere difficile la traduzione. Ma - mi auguro - per tanti altri sarà bello ricordare una tradizione di quand'eravamo piccoli. 

A me ricorda la mia nonna materna, Nonna Dina, che già in passato ha ispirato qualche altro mio post.

Tutta la sua vita per me è stata memoria storica di una Trapani ormai visibile solo nelle cartoline ingiallite e rovinate dal tempo e - si direbbe - dall'incuria di noi picciotti ru annu che non sappiamo e non abbiamo saputo tenere alle nostre origini.

La mattina di Santa Lucia c'era una colazione diversa. Sarò sincero: non l'amavo particolarmente. Il sapore rustico del frumento cotto riusciva a piacermi solo con tanto zucchero e poco vino cotto. La cuccìa, insomma, era sì tradizione, ma in effetti non così accattivante da sostituire il mio latte e caffè quotidiano che mi serviva per un'altra giornata nel mio Liceo.

Oggi, a distanza di qualche anno ormai e lontano da Trapani, la tradizione si è perpetuata e a casa i miei figli hanno mangiato cuccia e arancine, stasera mangeremo riso al forno e nessuno di noi mangerà pane come segno di devozione alla Santa.

Vecchie tradizioni, si dirà. Chi se ne importa oggi di tutto ciò?

Io continuo nella mia opera: ricordare, ricordare, ricordare. Per non perdere ciò che siamo stati e per costruire ciò che saranno i nostri figli. Il futuro non può essere patinato e sfuggente. 

Riappropriamoci del passato per costruire il futuro!











domenica 8 settembre 2013

Empoli-Trapani 1-1: Calati IUNCO, chi passa la china! Il Trapani pareggia e i trapanesi sognano...

Calati IUNCO, chi passa la china! Solo che a calarsi oggi è stata la prima della classe, l'Empoli. 

Il meraviglioso gol di Antimo Iunco e, nel complesso, una partita di elevato spessore tecnico e agonistico hanno permesso al Trapani di Boscaglia di agguantare un pareggio strameritato contro una delle squadre candidate al salto categoria. Attenti in difesa e superlativi a centrocampo, i granata - che colpiscono anche un palo con Abate prima dello svantaggio - vanno sotto ma non perdono la testa dimostrando carattere e organizzazione. Il resto lo fa Antimo Iunco con un gol che fa innamorare i tifosi...
Fermato anche l'Empoli, i granata salgono a 5 punti in classifica avvicinandosi ancora un po' alla salvezza... mancano almeno altri 45 punti per mantenere la categoria. FORZA TRAPANI! e GRAZIE COMANDANTE!!!


Le pagelle

Nordi 6,5 Incolpevole sul gran tiro di Moro del vantaggio empolese. Due interventi salva-risultato sembrano oramai "poco"... ottima prestazione.
Lo Bue 6,5 Stavolta l'infortunio sembra qualcosa di più rispetto alla scorsa settimana. Sarebbe un peccato perchè ha dimostrato di essere in forma e pienamente concentrato per affrontare la categoria.
39' pt Iunco 7,5  Eurogol, tocco magico e fantasia... se voleva impressionare tifosi e commentatori c'è riuscito!!!! Esordio da standing ovation!!!
Pagliarulo 6,5 Prestazione da centrale di categoria affermato. Guida i movimenti della difesa e interviene su Maccarrone e Tavano prima, su Shekiladze e Pucciarelli poi e su "ogni altra forma di vita" che non vestiva la maglia granata... una roccia!!!
Martinelli 6,5 Anche per l'altro centrale prova superlativa contro il miglior attacco - almeno sulla carta - della stagione 2013-14. Preciso e posato smista anche alcuni palloni, garantendo ottima copertura.
Nizzetto 7,5 Quando Boscaglia lo sostituisce al 44'st aveva dato davvero tutto e si era visto!!!Ha corso come un forsennato sulla fascia driblando e inserendosi sempre con più frequenza. Non trova il gol ma l'avrebbe meritato!!!
44'st Terlizzi s.v. Quattro minuti di gioco valgono comunque l'esordio del difensore ex Catania e Palermo.
Pirrone 7,5 Grande lavoro di contenimento e posizione. Insieme a Caccetta ha garantito la tenuta tattica di tutta la squadra! Corre, "s'ammazza", suda, lotta... un eroe granata!!!
Caccetta 7,5 Vedi Pirrone. Intensità, agonismo e impegno... davvero imponente!!! 
Garufo 7 Spinge sulla fascia contenendo l'avversario. Poi sostituisce Lo Bue a destra garantendo comunque gioco e copertura.
Abate 6,5 Giovannino stavolta ha meritato il gettone!!! C'ha provato anche a buttarla dentro ma il portiere empolese era coperto... dal palo!!! Provaci ancora Giovà!!!
33'st Feola s.v. Troppo poco per far vedere qualcosa, se non l'impegno.
Mancosu 6,5 Ma quanto corre? Tutta l'Italia ormai se lo chiede!!! Punto di riferimento della squadra, non ha demeritato ed è andato vicino al gol più di una volta. Un consiglio a Boscaglia. gli leghiamo le mani dietro alla schiena??? 

Boscaglia 8 Alla Mourinho... l'allenatore gelese merita sicuramente palcoscenici importanti. La squadra dimostra la sua competenza tecnica e in campo giocano "come vuole lui"! Si vede il lavoro di preparazione settimanale: centrali di centrocampo stretti e aggressivi, rilanci a memoria verso Mancosu e non lasciare un centimetro a Maccarrone e Tavano. Superlativo, come nelle precedenti uscite, anche quando sostituisce i suoi cambiando faccia alla squadra che trova il gol e un punto d'oro. I complimenti in settimana si sprecheranno.

domenica 28 ottobre 2012

Arrivao spacase!

Negli anni Novanta, il pomeriggio nel vecchio Rione San Pietro, a Trapani, c'era una comitiva di ragazzini, che, dopo scuola, dalle tre alle otto - d'estate dalla mattina alla sera! - animavano le vie del quartiere e gli animi della gente che lo abitava.

Mizzica, ma como èmu a fari pi pigghiare a palla?

A quanti conoscono poco o non conoscono il posto sarà sicuramente difficile sapere che, in quell'angolo di centro storico trapanese, sul muro del palazzo adiacente alla chiesa i ragazzini avevano disegnato un rettangolo con la vernice: due pali e una traversa, ovvero una porta di calcio!

Il problema non era soltanto che non avevamo un campetto dove giocare. Lo spazio dedicato al calcio, infatti, ce lo eravamo ricavato tra le macchine parcheggiate e il portone di entrata della chiesa di San Pietro a Trapani, su quel marciapiede stretto e lungo che fu il nostro "San Siro", almeno per tutta l'adolescenza.

Poco importava se, all'interno di questa porta "verniciata" sul muro del palazzo adiacente alla chiesa, c'era il portone d'ingresso di quel palazzo, abitato da alcune famiglie e poco importava se, sopra la traversa, c'era un balcone, dentro il quale, un tiro si e un tiro no, finiva il pallone.

Come recuperarlo?

La prima volta che successe, s'arrimpicò a prenderlo un ragazzo un po' più grande del gruppo di noi altri, che  da buon trapanese si annunciò:

Ora c'acchiano iò! - disse.


Arrivao spacase! - rispose Tore 'u Messicano, mitico barista della torrefazione Messican Caffè di Corso Italia.


Quale esclamazione descrive meglio i trapanesi? Pochi altri detti del nostro dialetto hanno la capacità di sintetizzare modi di fare, di pensare e di dire di un'intera città. Un modo di dire che contiene molto più di quello che in apparenza lascia intendere.

Spacase, infatti, deriva dalla distorsione del nome della cittadina tunisina Sfax e delle coste antistanti, dove i corallai trapanesi del '600 e del '700 andavano a raccogliere il corallo. Trattandosi spesso di acque tempestose, chi riusciva nell'impresa di inabissarsi per la raccolta era quasi un eroe e al ritorno si vantava delle sue imprese.


Motivo per cui, quindi, a Trapani, quando qualcuno ha voglia di fare o fa lo sborone gli si dice: Arrivao spacase!

Sfax: città metropolitana del sud della Tunisia, dove i nostri antenati Trapanesi andavano per raccogliere il prezioso corallo rosso.

venerdì 31 agosto 2012

Appunti di una vacanza... trapanese!


Mancavo dal blog da mesi. Mi chiedevo come mai. La risposta era semplicemente che non avevo nulla da dire, o meglio da condividere.
Riepilogo di dieci giorni di vacanza... a Trapani - finalmente - per trascorrere un po' di ferie in un mese in cui i vacanzieri erano per lo più stranieri e la maggior parte dei trapanesi era a lavoro. Insomma, me la sono goduta. Il clima è stato ovviamente stupendo e anzi la calura di quest'estate mi ha riportato alla memoria vecchie estati trapanesi.

Devo dire che Trapani è diventata molto più attraente e probabilmente più accogliente. Sono stato in città il 28 luglio, notte bianca e serata-concerto del SummerMusicFest. Qui apro una parentesi: la bellezza è effimera se non si riempie di contenuto. Una bella serata di musica e compagnia, ma obbiettivamente carente di ogni tipo di servizi (e a voler essere cattivi di ogni tipo di organizzazione di supporto all'evento). Si direbbe che i trapanesi abbiano detto: vabbene, faciti socco vuliti e poi sbarazzate! Però si deve dire che il colpo d'occhio delle vie della città vecchia stracolme di persone faceva il suo effetto.
Ma ciò che davvero ha fatto la differenza per la mia vacanza trapanese è stato, di certo, il cibo!

Mi sono fatto l'idea che a Trapani, come in Sicilia, è impossibile dimagrire. Si direbbe che si ingrassa con l'aria. Ma i sapori in Sicilia diventano emozioni...
E io mi sono davvero "emozionato": milinciane a' parmigiana, pasta cu l'agghia, a pizza ri n'Trapane: bella, saporita e pastosa, u' cuscus, u' pisci bianco, l'àmmaro, u' parfè di mandorle... Ehi! Non è mica il menù di un solo giorno! Un menù del genere sarebbe impegnativo anche per il giapponese Takeru Kobayashi, per sei anni consecutivi detentore del titolo di miglior "mangiatore di hot dog" mondiale!

Ecco, allora, la decisione di mettere in ordine i pensieri e di proporvi l'alfabeto della mia vacanza trapanese, fatta come detto di emozioni, sapori, odori, musica e bella gente. Che, come ogni anno, alleviano la mia incurabile trapanesitudine... 


A di amuninni a mmare! Dieci giorni dieci, fatti di mare, sole e ombrellone al ritmo cadenzato di questa frase: amuninni a mmare!Era un meraviglioso andante, che ogni mattina accompagnava me e le mie donne al mare di Marausa. Non si poteva proprio non andare!

B di briosches e granita. Avevo davvero dimenticato la freschezza della granita mischiata al sapore acre ma dolcissimo ri'cèuse! Spettacolo!Avete presente la reclame di quei yogurt tedeschi... fate l'amore col sapore!!! Va scancia!!

C di cèuse cugghiute ri l'àrvulo. Ovviamente, ma non troppo, la granita è chi cèuse! Rigorosamente cugghiute ri l'àrvulo! Signori miei, parlo a voi che non avete mai provato a farlo: cercatevi un albero di gelsi nel periodo giugno-luglio e andate a raccoglierli. Diverrete una "maschera di sangue" e sulle vostre spalle sembrerà sia passato un "plotone di lanzichenecchi", ma di certo avrete provato un'emozione. Avrete vissuto!

D di Damiano. Eh si, devo proprio che il Signor Sindaco di Trapani non fa sfigurare in quanto a immagine... si decida a usare meno l'immagine e la parola a favore dei fatti: u' travagghiu ci vole n' Trapane!!!!



E di Erice. Forse un po' scontato mettere alla lettera e il nome del comune di Monte San Giuliano... ma non è possibile andare a Trapani senza passare da Erice e ammirare il fantastico panorama... per chi c'è nato è molto più di osservare uno scorcio di costa trapanese!



F di Francesca. Abitualmente non scrivo nomi di amici o parenti sul mio blog, ma faccio la prima eccezione... perchè rivedere il sorriso di Francesca illuminare il suo volto merita tutte le eccezioni del mondo e quindi anche la seconda: grazie Vlad!

G di Guarrato. Ovvero la sede del fruttivendolo "Rocco Tranchida", da dove provengono la maggior parte delle foto scattate e pubblicate sul mio blog. Gli avevo promesso che l'avrei citato... un po' di meritata pubblicità, perchè ha davvero tante cose buone e sane! Inoltre è stato molto gentile!




I di Iocu focu. Quest'anno, mio malgrado, i tradizionali giochi d'artificio in onore della Madonna di Trapani non li ho nemmeno sentiti per telefono. Sarà per il prossimo anno...


L di Lazzaretto. C'andavo spesso da ragazzino a guardare il mare e poi sempre più spesso a guardare la Colombaia illuminata di notte. Quant'era bella! Infatti, era! Adesso sono tornato con quella speranza nel cuore, ma mi sono dovuto accontentare del panino con le panelle che ho mangiato in compagnia delle mie donne. Squalliduccio, dite? Per noi è stato respirare l'aria di casa! Ah, naturalmente, passito frisco!

M di Marausa. Mare spettacolare! Marausa come ai Caraibi... potrebbe essere lo spot delle prossime stagioni... ma devono decidersi a fare "qualche piccolo intervento": demolire le case abusive sul litorale; fare un parcheggio attrezzato; fare una bretella autostradale o comunque una strada degna di questo nome che colleghi la statale principale col mare. Vabbene, lo so, sono sogni...





N di Noemi e NBA. Nessuna attinenza tra l'una e l'altra cosa... la prima non la conoscevo perchè non seguo le trasmissioni del genere che l'hanno lanciata. Ma Piazza Vittorio è stata cornice adeguata per lo spettacolo che ha proposto: voce strabiliante, calda, coinvolgente... emozionante!La seconda cosa è stata strabiliante!La pallacanestro a Trapani ha sempre coinvolto persone d'ogni età e messo insieme emozioni vere, come i Trapanesi. Ovviamente partecipare al torneo 3contro3 è stato  solo un modo per stare insieme e divertirsi... abbiamo sperato di farcela... ma non è andata proprio bene!!!! Quel conta sono le risate e il divertimento dello stare insieme!!!!! Magnifico!!!!


O di ovo ri tunno! Sono andato a mangiare, in compagnia di amici trapanesi e sardi, in un ristorante nel pieno del centro storico. Proprio di fianco alla Cattedrale di S.Lorenzo. Non che fosse rinomato o consigliato dalle guide turistiche e nemmeno, per dirla tutta, era conosciuto da qualcuno della comitiva. Ma tant'è! Siamo entrati lo stesso, almeno si presentava bene. E fino all'antipasto non c'è che dire, tutto buonissimo! Abbiamo ordinato tre porzioni di insalata di gamberetti, in cui la maionese affogava tutto, e io ho ordinato delle "bruschette di bottarga di tonno". mi incuriosivano. detto delle insalate di gamberi sommerse di maionese, le bruschette si presentavano bene e al palato erano davvero deliziose, ma l'ovo ri tunno l'aviano visto cu cannocchiale!
L'ovo ri tunno (bottarga pi l'allittratte) sono andato a comprarlo e' Barracche (toponimo della zona di Torre di Ligny, più verso il porto peschereccio), al Mercato del pesce di Trapani. Io pubblico solo qualche foto, ma il resto delle emozioni e delle sensazioni lo lascio alla vostra libera fantasia... compreso l'odore del pesce!

P di pasta cu l'agghia. Questo post, mi rendo conto, sta quasi divenendo un menù turistico. Ma volete che non condivida con voi l'odore ri l'agghi ammiscata chi mennule, i pomodori e il basilico profumatissimo!!!

Q di quannu finisce stu càuru! E come ogni anno quando fa caldo si pensa al fresco e quando comincia il fresco si rimpiange il caldo... anche se u' àuru di sta staciune difficilmente lo rimpiangeremo!




R di rormire sutta u' Sule! Chi di voi non l'ha mai fatto? Addormentarsi sotto il sole cocente di quest'estate per un paio d'ore e riscoprirsi abbronzatissimo per metà... no, non è da fessi! E' da uomo in ferie! E poi l'abbronzatura l'ho reuperata anche dall'altro lato!


S di Surra!No tunnina! Nel locale di cui sopra (quello vicino S.Lorenzo), ho ordinato come seconda portata un piatto di "tonno alla griglia", riporto quel che si leggeva nel menù. Ora, io sono tutto particolare, ma credetemi che quando ho visto arrivare sul piatto quel che c'era anzichè il tonno che volevo,  ho avuto sensi di nausea!!! La tunnina (il tonno) è un tipo di taglio del tonno prelevato dalla parte centrale di questo pesce. Insomma, il filetto. Molto differente dagli altri tagli, specialmente da quelli della parte finale. Ecco perchè allo chef del ristorante ho detto: No, amico caro, chissa è surra, no tunnina!

T di traffico. Trapani è sempre Trapani. Bellissima, calda, a volte esotica e sicuramente lunatica. Ma sta diventando invivibile... o forse lo è sempre stata? Ora, non che il traffico sia un problema esclusivo del capoluogo della Provincia (e speriamo di rimanerlo ancora a lungo), ma a Trapani non si può guidare più due o tre minuti consecutivi senza rischiare di essere colpiti da Suv, motorini e motoape varie. Indicibile: mi sono sentito più vicino al Libano che all'Europa!!!



U di Udine vs Trapani... rinviata! Non è una partita di calcio o altri sport... per quanto cerchi di paragonare la mia città d'origine, anzi dell'anima, e quella in cui vivo - e molto bene - decido sempre di rimandare il paragone perchè, lo dico a malincuore, Udine è molto più vivibile della nostra Trapani ed è un peccato potersi godere il sole e il mare, ma immaginare difficilmente il futuro in Sicilia...


V di va caca a Marina! A Trapani quando devi mandare qualcuno o qualcosa a quel paese, i Trapanesi dicono così! 
Amaro epilogo di stagione per il Trapani Calcio, che ha visto sfumare il sogno di approdare in B. Amara storia che si ripete.
Nello stesso tempo, comunque, faccio un grosso "in bocca al lupo" allo sport trapanese dal calcio al basket, passando per il tennis e il nuoto!




Z di zanzare maliritte! Mizzica, quante ce ne sono! Prelievi gratuiti e continui di sangue e perenne rottura di scatole! Ma anche loro hanno fatto parte di questa mia estate trapanese.



E anche quest'anno, le vacanza sono finite... ma tornare a Trapani, come sempre, mi pare l'esperienza più bella che possa io fare!  

sabato 11 febbraio 2012

Il mio Liceo


Mercì! ... ma come si dice prego in francese? De rien, Pietro. De rien!

Ai tempi del Liceo avevo un amico carissimo. Non condividevamo propriamente i giorni e le notti, ma passavamo veramente tanto tempo insieme e in compagnia degli altri amici della comitiva. E, soprattutto, discutevamo e discutevamo e discutevamo, a volte anche in una distonia che creava perfetta sintonia.

Il gruppo era composto perlopiù da compagni di scuola trapanesi, allargato a qualche "esterno" custonacioto. 

La scusa era quella di studiare insieme, in realtà ricordo pochissime volte in cui si è studiato, ma ricordo un'infinità di volte in cui si apriva il "dibattito della giornata scolastica", una sorta di rotocalco - per fortuna non televisivo, ma strettamente casalingo - che andava in scena giornalmente in cui ciascuno recitava la sua parte, il suo ruolo. 

Argomento principe, per noi tutti alunni della sezione D, non potevano non essere le bizze cerebrali di un’amatissima professoressa e signorina del Liceo trapanese, smanie che avevano un vasto repertorio: dalle scenate di isterismo sulla preparazione degli studenti alle “fughe” dalla classe quando qualcosa non andava per il verso che voleva.

La scena più “simpatica” per descrivere questo scontro impari tra me (che ero anche rappresentante degli alunni) e la professoressa di italiano e latino della sezione D nonché vice preside del Liceo “Ximenes” di Trapani  in quegli anni si consumò in una giornata qualunque di fine quadrimestre della mia seconda liceo.

La Signorina aveva iniziato a spiegare all’inizio dell’anno scolastico, a settembre, quando ancora le aule della scuola erano deserte perché - un po' per gli scioperi contro la riforma dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione D’Onofrio, un po' per l’estate che difficilmente a Trapani lascia il passo all’autunno - gli alunni decidevano più per i forfait che per le sue spiegazioni di Boccaccio e Dante (che in futuro, quando non più ricollegati a lei, ho imparato ad apprezzare). 

E, poi, tra una cosa e l’altra era già novembre, le vacanze di Natale, le interrogazioni di fine quadrimestre.

Insomma, l’amata professoressa si era messa in testa che, come per un corso di universitari, siccome lei aveva prestato le sue spiegazioni e aveva mandato avanti il programma, alle predette interrogazioni noi alunni avremmo dovuto studiare un centinaio scarso di pagine. 

Ora, a distanza di anni e dopo avere studiato in pochi giorni centinai e centiania di pagine, mi viene da sorridere. 

Allora però, un po’ meno! Mi sentivo preso in giro, istigato da un potere che pensava di poter chiedere tutto e alla fine te lo chiedeva. Un giorno, quindi, decisi di chiedergli delucidazioni, davanti a tutti ovviamente.

Mi scusi professoressa, ma quanto tempo pensa di darci per studiare tutta questa roba?

Il tempo lo avete avuto – rispose con il suo dolce tono da angelo a cui avevano strappato appena le ali - Ora dovete solo farvi interrogare.


A quella risposta, seguirono una serie di interrogazioni-scena muta che corrispondevano ad altrettanti 3 e 4 a facci tagghiata!

Riunione d’emergenza. Assemblea di classe straordinaria per decidere la via da seguire. 

Non fu facile, ma riuscii a convincerli tutti, anche Giulia, che si sarebbe messa a piangere in quel momento e avrebbe smesso dopo anni per aver detto un si a una così “sventurata” decisione.


Il giorno dopo l’assemblea, tutti sapevano tutto. Ogni mossa era stata calcolata e ormai non potevamo tornare indietro. Io avevo dubbi sulla tenuta del piano perché pensavo che qualcuno proprio all’ultimo si sarebbe tirato indietro facendo crollare tutta l’impalcatura.

Va bene, allora è deciso – dissi – appena lei dice di no alla nostra richiesta di avere più tempo, ci alziamo e andiamo tutti dal Preside.

E così fu.


Professoressa, noi avremmo bisogno di qualche settimana di tempo per studiare la mole…

Ahhhhhhhhhhh! Non m’interessa, sono problemi vostr…

Ci siamo alzati tutti. Come uno spot di qualche anno prima sull’uso del preservativo. Rimase inebetita per qualche secondo. Gli avevamo reso pan per focaccia. Per una volta, erano gli alunni che si alzavano e se ne andavano. E non lei che decideva di fare come voleva.

Poi tutti davanti all’Ufficio del Preside Pio D’Aleo, già professore del Liceo, nonché noto e compianto studioso trapanese. 

Piccolo, con una parlata incomprensibile, erudito, non solo colto, Pio D’Aleo sapeva mettere a disagio solo con gli occhi. 

Ma quella volta, seppur, paventando sospensioni e azioni disciplinari, non andò oltre a una nota per tutta la classe sul registro. E poi, in effetti, non abbiamo avuto l'ascolto che cercavamo con quell'azione.

Quella volta, quell’atto di “educata indisciplina” non risolse nulla, ma me lo riordo ancora come qualcosa di “anormale”, di "rivoluzionario" per quel Liceo, dove gli alunni sembravano, a volte, più una massa di pecore che un gruppo di ragazzini.


Il mio Liceo è stato così. Del mio Liceo, per fortuna, ricordo Altri Professori, maestri di vita. 

Ingrassia, che ha cercato di insegnarmi a scrivere l’Italiano con i risultati che potete leggere. Amato, che tentando di farmi capire il moto rettilineo uniforme, l’attrito e la gravità disegnava il “diagramma delle forze della mia vita”. Incandela, che non gli avremmo aperto un fansclub, ma già allora era Giustina e ci insegnava che l’Arte sembra, soltanto la parte più superficiale dell’Essere. Bruno, che di Greco non mi ha passato granchè, ma mi ha fatto conoscere l’amore per lo studio e per la cultura, che avrei scoperto anni dopo.


Del mio Liceo vorrei ancora avere gli amici e il tempo che avevo allora. Vorrei potermi togliere lo sfizio di farmi una passeggiata tra gli enormi corridoi dove condussi gli scritti della mia Maturità; di entrare in quella che era la Biblioteca e che vidi come fosse fatta, la prima volta, il giorno dell’esame orale per la mia Maturità. Del mio Liceo vorrei che, oltre a recuperare le mura, si cercasse di recuperare tutti gli alunni che nel corso degli anni sono andati via da Trapani per studio e lavoro. Del mio Liceo vorrei si ritrovasse la forza della storia e della cultura che ha insegnato per anni a migliaia di Trapanesi, con la T maiuscola, Trapanesidentro.

E ancora oggi quando qualcuno mi dice con un po’ di pumata trapanise “mercì!”, io rispondo pensando alla sigaretta fumata in ballatoio e a quando imparai a rispondere “De rien, Pietro. De rien!”. Non sapendo allora che stavo imparando anche a vivere.


Trapanesedentro

Ex alunno del Liceo Classico “Leonardo Ximenes” di Trapani dal settembre 1994 al luglio 1999.



martedì 31 gennaio 2012

Picàti-òrvi

Certi istanti della vita tornano alla memoria per caso. E proprio non capisci perché in quel momento.

Il titolo è un modo di dire della mia Trapani. Mi ricorda la mia nonna materna, anzi mi ricorda una situazione che la riguardava spesso. Ma anche i profumi e gli odori di quella Trapani di cui tanto ho nostalgia come dei valori e del sentire che mi porto da quegli anni. 





Mia nonna era una vecchietta dolce e simpatica, che spessissimo canticchiava, sorridendo tutto il giorno.

Diceva sempre di essere "malata di nervi". Aveva sofferto da giovanissima di un forte esaurimento nervoso dovuto, negli anni della Seconda Guerra mondiale, alla prigionia australiana del suo amato (mio nonno).

Spesso capitava che dicesse delle fesserie, delle battute o che ripetesse frasi che sembravano insensate. 

Erano i ritagli della sua memoria di ragazzina di quando "ìa a' mastra" o di quando una volta, al mare "un omo mi salvao picchì masinnò murìa!". O ancora di quando un cane "m'arrancicào (mi è salito) 'ncapo i spaddre"Mia nonna andava al mare col prendisole, si bagnava solo i piedi, non faceva il bagno e aveva paura dei cani! 

Altrettanto spesso, capitava che mia madre rispondesse alle fesserie della nonna Dina (Leonarda all'anagrafe): ma n'hai picàti orvi!!!! 

La traduzione in italiano sarebbe "hai azioni cieche". Ma il dialetto - qualsiasi vogliamo considerare - è "intraducibile", caratteristica che lo rende unico e speciale. 

Nessuno mi ha mai spiegato il significato di questo mdo di dire. Io l'ho sempre sentito nel senso che vi ho detto. Come a dire: "ma chi stai ricennu?"