Mangiamo Trapanese!Una sezione dedicata alla cucina trapanese.

Con ricette trapanesi, immagini dei cibi, dei frutti, dei dolci che fanno della nostra terra un luogo speciale dove si torna con voglia... e specialmente con tanta voglia di mangiare!

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sabato 3 settembre 2016

A' Jureca, la Torre dimenticata dai Trapanesi




In una stretta viuzza del centro storico trapanese, nel pieno del Rione San Pietro, resiste ancora una delle cinque Torri dello stemma della Città di Trapani. 

A' Jureca, la Torre Giudecca, è immersa nel quartiere, rimane nascosta dai vecchi palazzi costruiti intorno ad essa e perciò non facile da scovare, se non la si conosce. Io ci sono cresciuto "attorno".

E' - o dovrebbe essere - uno dei simboli più belli e antichi della città.

Ad onor del vero, la Torre fa parte di un complesso più ampio, quello di Palazzo Ciambra.

Discendenti da un regio algorizio che aveva fatto man bassa durante la cacciata degli ebrei e il cui stemma è visibile al centro del palazzo, i Ciambra lo eressero nel XVI secolo, inglobando la torre cittadina nello stabile. 

Le sue finiture e decorazioni hanno un sapore tutto iberico ed oltre a mostrare lo stile plateresco, tipicamente "spagnoleggiante" nelle bugne a diamante sulle pareti della torre, nei particolari delle finestre e dei portali, sono segno dell'affinità artistica e sociale tra la Sicilia e la Spagna. 

Com'è facile intuire, il palazzo sorge nel sito dell'antico ghetto ebraico trapanese dove gli Ebrei vivevano separati dai Cristiani per mezzo di un gruppo di fatiscenti baracche. Proprio alle spalle “della Giudecca”, da Iureca, c'è un'altra via stretta e tortuosa, Via Catito, u' Catito (dal latino "catonium" e dal greco "kàto", luogo peggiore, basso).


Stemma araldico della Famiglia Ciambra,
proprietaria di parte del palazzo.
Il palazzo ha subito numerose trasformazioni. Da sinagoga a Palazzo nobiliare, fino ad essere oggi in uno stato di semiabbandono, a' Iureca è un monumento di trapanesità. Forse, un po' dimenticato dai Trapanesi.

La sua bellezza parla da sola. Io ho solo scattato qualche foto per documentarla. 




Particolare della finestra con la bifora gotica, al centro della Torre. 

Bugne a punta di diamante,
tipico abbellimento delle abitazioni 
di inizio XVI secolo.

























Via Giudecca nel XX secolo (collezione Tonino Perrera)
da http://www.giornalekleos.it/salviamo-il-quartiere-della-giudecca-di-trapani/
Via Giudecca nel XXI secolo

Fonte Aretusa - Siracusa
Nella foto la "Giudecca" di Ortigia. Quella di Siracusa era la comunità ebraica più popolosa della Sicilia, dopo quella di Palermo. Il Quartiere ebraico della Giudecca, chiamato dai siracusani "A Iureca", è uno dei più antichi del centro storico di Ortigia. da http://www.lolhostel.com/it/ostello-siracusa/giudecca.html

Steripinto.jpg
Palazzo Steripinto a Sciacca. Lo Steripinto è uno dei più antichi palazzi della città di Sciacca, ancora oggi esistente. Gli elementi decorativi della facciata e la ricerca decorativa, fanno di questo palazzo uno degli insigni monumenti della città e un esempio dell'arte plateresca in Sicilia del tardo Gotico Rinascimentale. da https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Steripinto




N.B. Anche in questo caso, anche per questa pagina sto studiando per migliorarla e accrescerla.

mercoledì 24 agosto 2016

Le colonne del "Garibaldi"

Nel 2013 scrissi nelle pagine del mioBlog di una piccola curiosità cittadina riguardante il Teatro Garibaldi, o almeno di alcuni pezzi.

Per tanti anni, infatti, le colonne del Teatro Garibaldi (donate dal Comune di Trapani all'epoca della costruzione) furono lasciate davanti all'ingresso principale della Basilica dell'Annunziata di Trapani come panchine per i trapanesi!
In quel post scrivevo:
Abbiamo il dovere di non mollare. Io continuo.  
A distanza di tre anni, in luogo diverso della città e a me molto caro, ovvero il Rione San Pietro, è stato realizzato un monumento commemorativo dedicato alle vittime civili della II^ Guerra Mondiale. Posto in via XXX gennaio, accanto al Palazzo di Giustizia, è stato inaugurato mercoledì 6 aprile in ricordo delle seimila vittime innocenti delle incursioni aeree del 22 giugno 1940 e del 6 aprile 1943.

Qualche giorno fa, ho portato i miei bimbi in quel luogo, raccontandogli che, dove oggi sorge un parcheggio quando papà era piccolo (30 anni fa), lì c'era un campetto e una chiesa prefabbricata e che da quel lato dei Bastione dell'Impossibile, mi arrampicavo attraverso i buchi nel muro, perché non esisteva l'orrendo ascensore che c'è oggi. 

Ricordare per non dimenticare. Tramandare per non soccombere alla società dell'Io e basta.

Una volta tanto, sono contento di raccontare una storia di cultura.



Il monumento con le colonne del "Garibaldi" in ricordo delle vittime trapanesi della II^ GM

Via XXX gennaio . Trapani





I buchi nel muro che servivano ad arrampicarsi sopra al "Maresciallo", come a quei tempi chiamavano il Bastione dell'Impossibile. 












sabato 20 agosto 2016

Un po' di Storia

Detto che il mioBlog ha moltiplicato e aggiunto le pagine, i post e le sezioni non rimane che elencarle:

Pagine in cui mescolo ricordi a note di storia cittadina tratta dai libri. 

Racconti della mia Trapani mescolati alla Trapani di un tempo. 

Sapete, quando ero ragazzino pensavo che la Storia si fosse svolta lontana da Trapani...

Quando a scuola mi parlavano di Normanni, Arabi o delle guerre Mondiali, si faceva davvero troppo poco accenno a quel che stava succedendo contemporaneamente a Trapani.

Cominciai all'Università - e per conto mio - a interessarmi della Storia di Trapani. 


Di come nacque, di chi ci visse, di come si organizzò nel corso dei secoli, la città falcata, la città "spezzata", l'Invictissima, la mia città, il mio posto dell'anima... 

Certo, se cercate una vera Storia di Trapani avete sbagliato sito. Ce ne sono di migliori e più qualificati che lo fanno già e da molto tempo prima che io iniziassi a scrivere sul mioBlog.

Piuttosto qualche spunto sui tratti della Storia della nostra città, che mi hanno affascinato o incuriosito.

Ecco, allora, da dove nasce questa sezione del mioBlog, che ho chiamato un po' di Storia!

Per uno che si dice innamorato di un posto che definisce dell'anima non è possibile trascurare o omettere - peggio - la Storia di Trapani... lo sento quasi come un dovere.

Buona navigazione!

mercoledì 18 novembre 2015

A' Culummara

Il Castello della Colombaia o Torre Peliade o Castello di mare

Nessun trapanese si sognerebbe di chiamarla così. Per i trapanesi è solo a' Culummara. 

E' certamente uno, se non il simbolo più emblematico della città, essendo peraltro una delle cinque torri raffigurate nello stemma della città.

E' chiamata così perchè "antico" e "moderno" ricovero di colombe. 

Anticamente le colombe erano sacre a Venere. Oggi soltanto coabitanti della nostra città e ospiti di un sito che si cerca di recuperare solo grazie alla determinazione di pochi trapanesi. Come quelli dell'Associazione Salviamo la Colombaia.

Storicamente rappresenta un importante opera di fortificazione militare della città. La sua edificazione si deve infatti al generale cartaginese Amilcare Barca. 

Venne utilizzata in seguito - e da tutte le dominazioni succedutesi in città - prima come Castello e sede del Potere e infine anche come carcere di estrema sicurezza fino alla metà degli anni '60. 

Poi andò in disuso e quasi alla rovina, subendo un intervento di messa in sicurezza nei primi anni '90. 

In quel periodo vennero accesi dei fari sulla torre ottogonale che la illuminavano di notte dando un bellissimo effetto scenico. Servivano a valorizzarne o "ricordarne" l'esistenza. 


Da ragazzino non ci sono mai andato perchè non amavo tantissimo fare i tuffi (in seguito sono un po' cambiato), ma ricordo benissimo che ci si poteva andare anche senza barca perchè il tratto di mare che la divide dalla "terra ferma" arriva al massimo a sfiorare il mento di un uomo di media statura... meglio una barchetta però! 

Nella stessa location della Colombaia si trovano anche il Lazzaretto, oggi sede della Lega Navale Italiana, e il Villino Nasi, ovvero la dimora trapanese del nostro illustre concittadino Ministro nei primi anni del Novecento.

Di quei luoghi ho dei ricordi precisi e molto romantici, utilissimi a definire meglio quel che intendo con trapanesitudine

Come per esempio, i "raccoglitori" di accelle ovvero le vongole che in quello specchio d'acqua salmastra è facile trovare.


















Oppure le immagini della mia memoria dei tuffi che facevamo quando eravamo ragazzini dalla scogliera frangifrutti che porta dal Lazzaretto a Turrignì

Lì ho scoperto le bellezze ispide del nostro mare... 

L'ogghiu a mare, i rizze mezzu i scogghie... e poi anche i pumaroro ri mare, i patedde, i rizze spaccate e manciate, la differenza tra rizze mascule e fimmine, i coloratissimi rizzuna... 

Chi ha provato certe esperienze conosce la nostalgia e il sapore di quel che scrivo!

E poi ho stampate nella mente centinaia e centinai di tramonti tutti uno più bello dell'altro...

Alcuni fotografati di seguito.
























Lo skyline di Trapani con lo sfondo di Monte Erice, visti dal Lazzaretto.