mercoledì 5 febbraio 2014

Salviamo la Fardelliana!

Io c'andavo a "stampare"!!! Chi non è trapanese o dei dintorni penserà che ero un dipendente di una delle più grandi biblioteche siciliane, ovvero la Biblioteca Fardelliana di Trapani.

No, non ero affatto un dipendente e nemmeno un assiduo frequentatore. Stampare per i trentenni trapanesi che leggono è un'espressione divertente che vuol dire "marinare la scuola"!

Devo dire che l'anno della mia "prima liceo" è stato un anno "pieno" da questo punto di vista!!! E capitò qualche volta che c'andassi a leggere qualche libro su Trapani e a vedere i giornali degli anni prima.

Con gli anni imparai che "stampare" non era né redditizio né promettente e quindi cominciai a lavorare prima e ricominciai a studiare dopo... lontano da Trapani, purtroppo, senza mai perdere il legame che mi tiene unito alla mia città e a tutto quello che gli gira intorno.

Ora leggo con sgomento che sta per chiudere la Biblioteca Fardelliana. Effetto della legge regionale che cancella le Provincie e con esse tutte le loro partecipazioni. Quindi dopo l'aeroporto - vicenda che pare rientrata ma che stava avendo lo stesso andamento - anche la Fardelliana rischia di sparire. Dando un altro inesorabile colpo d'ascia alla Cultura a Trapani e nel nostro Paese tutto.

I complottisti richiameranno le trame di un disegno - guidato dalle élite "occulte" - che a partire dal secondo dopoguerra mirava a sostituire alla società agricola italiana la società del benessere e poi il superconsumismo, per il quale la Cultura è solo d'impaccio. Sinistra e destra non c'entrano. Sarà anche filosofico o addirittura metafisico, ma alla base dell'indignazione italiana c'è questo: paura per un futuro che non offre futuro! Non scomodiamo Galileo o Leonardo, pensiamo alla visione del mondo fino alla generazione dei nostri nonni e quella che hanno i nostri figli: la mia Giorgia a 3 anni accende e spegne il computer e la Tv e sa benissimo seguire il senso di un film che impegna me. Non è un genio è una bimba della generazione dei "nati in digitale" e ha un approccio alla conoscenza assolutamente diverso dal mio. 

Piccolo "sillogismo da bar": se il progresso che oggi viviamo è frutto della storia e delle conoscenze che abbiamo, non curare la crescita culturale vuol dire non garantire il progresso in futuro.

Ho già scritto in altri post che io non mi arrendo e nemmeno in  questo caso lo farò. La Fardelliana va salvata e va salvata da noi trapanesi. Da tutti noi ovunque siamo. Le vicende sportive, e più specificatamente del Trapani Calcio in Serie B, hanno dato visibilità, ma soprattutto una coscienza di gruppo cittadino più marcata. 

Chi non vive più a Trapani da tempo ne sente la mancanza e soffre a vedere i tanti problemi e l'immobilismo che peraltro l'ha allontanato dalla città.

Ora tocca a noi! Facciamo rumore sul web o negli uffici. Organizziamo una raccolta di fondi di liberi cittadini, muoviamoci in ogni modo libero e democratico per salvare un patrimonio di noi Trapanesi che non possiamo farci rubare dall'indifferenza o dalle scuse balorde delle crisi economiche, politiche o istituzionali.

Non scherziamo col futuro!

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