giovedì 17 novembre 2011

Rivoglio il Classico a Trapani!


foto tratta da http://www.facebook.com/
Capire tu non puoi... tu chiamale se vuoi emozioni...
Tradurre in parole le emozioni non è facile, soprattutto se l'emozione che volete tradurre è la rabbia e se, quindi, da buone personcine educate, il vostro intento è quello di non scrivere una lista di imprecazioni anche molto colorite. In realtà, trattenersi non è facile, da buon siciliano e trapanese caldo e passionale come sono. Non ho mai imparato a ingessare le emozioni dentro gli schemi e le formalità.

Io, la mattina, per andare al Classico percorrevo tutto il Corso Italia e dopo aver preso quattro bei schiaffoni dal vento di Tramontana che arrivava da piazza Scarlatti (u' bar Colonna) imboccavo la viuzza che spuntava o' Coppo Loggia, passato sotto il quale arrivavo direttamente su Corso Vittorio Emanuele II ('a Loggia) e, quindi, al Classico. Per inciso, tutto ciò avveniva intorno alle otto e quarantacinque di ogni mattina. Sistematicamente in ritardo.
Appena arrivato davanti al portone, dovevo bussare e da dietro lo spioncino (chi non se lo ricorda!) cominciavo a sentire la voce stridula 'ra Signura Pina, a bidella. Quel faccione buono e rassicurante è stato l'icona della bidella per almeno 2 generazioni di trapanesi.


foto tratta da http://www.facebook.com/

Passato l'androne dell'ingresso principale, accedevo al chiostro e girando a sinistra (dalla parte del laboratorio di fisica della professoressa Amato) mi portavo verso la parte "nuova" del Calssico, il Tribunale "vecchio". Per arrivarci si passava per un corridoio le cui mura bianchissime sono un ricordo bellissimo. Sembrava quasi un labirinto di quei giochi in 3D: sali tre gradini, nell'androne gira a destra e imbocca la piccola porticina ricavata nel muro; apri la porta; richiudi; procedi avanti e sali le scale, ecc.

Insomma finalmente, si arrivava in classe. E lì iniziava il bello. Io sono un ex della sezione D. Nella mia memoria, cognomi come Paesano, De Filippi, Bruno, Linares fanno congelare per un attimo il sangue nelle vene nel ricordo delle vecchie paure per versioni, temi o interrogazioni. Ma ce ne sono altri come quello di Ingrassia o quello della buon anima di Sicomo che rappresentano la faccia dolce e insieme più dura (solo di facciata): la spina dorsale degli alunni del Classico a Trapani, lo "Ximenes".
Al suono della campanella per la ricreazione, fuori dalla classe, c'erano duemila luoghi dove andare. Dal Ballatoio al cortile, dal parcheggio dei motorini alle classi della sezione A o B, sopra l'Aula Magna.

foto tratta da http://www.facebook.com/

Ma ve la ricordate l'Aula Magna. Una volta abbiamo fatto una versione lì con la hitleriana professoressa Paesano, prof. di latino e greco del ginnasio. Per passarci la versione c'era bisogno dei fogli accartocciati che per l'umidità si rovinavano. A parte il freddo e i pinguini che ci facevano compagnia.

Dire lo "Ximenes", per quanto il nome dello studioso trapanese sia un simbolo maestoso di studio e intellettualità, vuol dire poco. Ma in ogni caso e in ogni modo lo si voglia chiamare, vedere oggi quei luoghi ridotti a degradanti orti naturali è uno strazio per l'anima.


A guardare le foto viene da piangere. Lo stato di degrado e di abbandono all'incuria è lo specchio di una città addormentata: Trapani. Disegna la mentalità di una città che guarda ai Grandi Eventi, gioisce dei gol di Barraco, delle schiacciate Svoboda e gira la faccia di fronte al futuro dei propri figli e al suo stesso, non curandosi di cultura.
Quando seppi della notizia tre anni fa scrissi un post diplomatico e alla fine dicevo:

Oggi, voglio scrivere di quanto è importante che nessuno dimentichi il “Classico”. Che nessuno dimentichi che la sua vera sede è quella di C.so Vittorio Emanuele II e che nessuno dimentichi di ricordarlo.
I lavori si concluderanno tra qualche anno (3 forse). Sono sicuro che tutto tornerà al suo posto. Ma se così non fosse, sono altrettanto sicuro che tanti si muoverebbero. Io di sicuro.

foto tratta da http://www.facebook.com/

Come al solito, non si è mosso nulla. E quelle parole, ancora una volta, non sono soltanto una speranza disillusa, ma rappresentano soprattutto la controprova di una mentalità cittadina immobile e immutabile. E la memoria mi riporta a quando nel 1987, appena a sette anni, scrissi una lettera al Sindaco di Trapani Augugliaro chiedendogli di risolvere un grave problema del mio Rione: c'era bisogno di un campetto per i ragazzi che giocavano per strada (leggi Il campetto dei sogni).


Di fatto, quel che posso fare è, in primis, firmare la petizione on line e in secondo luogo cercare di fare informazione e vi segnalo il gruppo Facebook Salviamo il Liceo Classico L.Ximenes a Trapani e un articolo su AltraTrapani: Erba di casa mia... effetto Ximenes.

Da quest'ultimo sito e articolo è importante segnalare:

Su Facebook, una decina di giorni fa compare questa email a firma della Sig.ra Fiorino Silvana (Istruttore direttivo U.R.P. : ”A seguito Sua e-mail del 21/10/2011 relativa all’ex collegio dei Gesuiti , si informa la S.V. che, il Dirigente del Settore “Lavori Pubblici,edilizia, viabilità e portualità” Ing. Candela Antonino, competente ad evadere le richieste in argomento, ha comunicato quanto segue : “l’immobile in oggetto risulta da tempo chiuso al pubblico utilizzo a causa della necessità di esperire specifiche verifiche ed accertamenti finalizzati alla redazione del progetto definitivo che si intesta proprio “Messa in sicurezza - 1° programma stralcio”. In relazione a quanto sopra evidenziato appare in atto inutile procedere alla manutenzione, pulizia e diserbo del chiostro. (http://www.altratrapani.it/)
Appare inutile?!?!? Sarà....

Comunque, nello stesso articolo si legge:
Via libera da parte della Amministrazione Provinciale ai lavori di MAX urgenza per la "messa in sicurezza" di alcuni locali dell'Ex Convento dei Gesuiti. Tali lavori comporteranno,per l'Amministrazione Provinciale,una spesa di 20.000 (ventimila )Euro. Incaricata la Megaservice.(http://www.altratrapani.it/)
Messa in sicurezza uguale tempi lunghi. Intanto, fatevi la bocca dolce, e poi si vede. Insomma, la strada per rivedere le aule del Classico di Trapani nuovamente abitate e "scaldate" dalla linfa degli studenti trapanesi è ancora molto lunga. La seguirò. E spero si concluda per il meglio.

"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti". Albert Einstein

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