domenica 19 gennaio 2014

La mia Processione

Come spieghereste a un milanese o a un altro siciliano che "vi sentite trapanesi"? 

L'appartenenza non è certo un qualità innata. Diceva Giorgio Gaber in una sua celebre canzone così intitolata:

"L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé"


Se devo far capire a un milanese o a un altro siciliano perché, prima di sentirmi italiano e siciliano, io mi sento trapanese userei due parole: I Misteri.

Chi li ha portati, chi ricorda "i scinnute""i sciute"" i trasute", i "ciuri pa Maronna", l'"annacata sutta u Viscuvo", chi da piccolino preparava i "misteri in miniatura", chi ha pianto mentre "annacava", chi piange ancora quando prigioniero dietro uno schermo asciuga le lacrime al suono delle bande che accompagnano le "vare", chi telefona a casa ai parenti per sentire "a musica" per telefono, chi a ogni "marcia chi attacca" comincia a dire:"ma chissa è a Vella o u Ione? No iò rìco è u' Pax", chi ricorda il profumo della cera a terra e il rumore delle gomme delle auto che la mattina "cigolavano" per le vie del centro storico...

"L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme 
non è il conforto di un normale voler bene 
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé"

E allora avrà anche avuto ragione mons. Plotti - ex amministratore apostolico della Diocesi - a dire che nella processione "
non c'è un messaggio che viene percepito, per cui, talvolta, diventano folclore un po' kitsch", ma alle parole "un po' kitsch" sostituirei "molto trapanese"!!! E alla parte "non c'è un messaggio che viene percepito" sostiturei " i trapanesi dicono chi sono durante la Processione dei Misteri"

Appello al Vescovo S.E. Mons. Pietro Maria Frangelli. Torneranno gli "incappucciati" alla Processione dei Misteri? La tradizione di far sfilare per le vie di Trapani uomini coperti in volto è antica di qualche secolo e risale ai primordi della Processione, quando ancora i Misteri erano organizzati dalle Confraternite. Non c'è alcun richiamo massonico o altre fesserie varie. 

Comunque...


Io non so se è blasfemia, ma religione o no, giusto o sbagliato, fenomeno culturale o no, la Processione dei Misteri è la fotografia - forse sì folkloristica e dilatata - di Trapani e dei Trapanesi.

Ho scritto perciò della mia processione, sapendo di aver fatto una forzatura evidente. La processione dei Misteri non è di nessuno. Non è dei Trapanesi, nè di quelli belli nè di quelli brutti, nè dei lanzati, nè dei tasci. 

E' un patrimonio dell'umanità. E' di tutti e di nessuno. Rappresenta la Fede e il Folklore. E' un flashback, è un'istantanea di noi, dei nostri avi e della nostra progenie. 

Mostra il presente che è scolpito nel passato. E nel presente mostra che ci saremo.
Parla di alcuni tratti di Trapani che non ci sono più. La tela e la colla hanno unito una storia di uomini che va aldilà di quel che vediamo. Non solo religione. E' di più.

Io ho dato soltanto un mio punto di vista. Ho condiviso alcune foto - non recentissime, ma sono le ultime che ho trovato nei miei hd - e sopratutto le mie emozioni, comuni credo a tanti altri trapanesi in giro per il mondo. Per lenire la trapanesitudine e portare avanti le tradizioni e la cultura della mia terra madre.

In questa pagina vi racconto la Processione dei Misteri. Non pretendo di fare il conoscitore della Processione. Per quello vi rimando al sito di Beppino Tartaro La Processione dei Misteri e a tutti gli altri dedicati alla storia e alla cultura di Trapani. 

E allora vi racconto La mia Processione, che da oggi è una nuova pagina del mioblog





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